{"id":1948,"date":"2022-02-03T16:07:00","date_gmt":"2022-02-03T16:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/adriadapt.eu\/?post_type=adaptation_option&#038;p=1948"},"modified":"2022-02-11T13:20:53","modified_gmt":"2022-02-11T13:20:53","slug":"fascia-inedificabile-costiera","status":"publish","type":"adaptation_option","link":"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/adaptation-options\/fascia-inedificabile-costiera\/","title":{"rendered":"Fascia inedificabile costiera"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Descrizione<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fascia inedificabile costiera (\u201c<em>coastal setback zone\u201d <\/em>o<em> zona di rispetto<\/em>) \u00e8 una sorta di area cuscinetto dove alcune o tutte le tipologie di sviluppo sono proibite o significativamente limitate. La fascia inedificabile costiera \u00e8 generalmente definita a partire da una distanza dalla costa, laddove la costa \u00e8 spesso rappresentata dal livello di alta marea o dalla linea di vegetazione permanente. Le principali funzioni della fascia inedificabile sono: offrire protezione costiera, salvaguardando la popolazione e gli insediamenti umani dalle alluvioni costiere e dall&#8217;erosione; sostenere l&#8217;economia della costa (economia balneare, attivit\u00e0 turistiche e ricreative); preservare la biodiversit\u00e0 e mantenere le naturali funzioni della spiaggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fasce inedificabili costiere offrono protezione riducendo il numero di attivit\u00e0 (p. es. case, infrastrutture e attivit\u00e0 commerciali) in aree interessate dai rischi naturali costieri, rischi che si stima aumenteranno con i cambiamenti climatici. In altre parole, tali zone agiscono come aree tampone in grado di mitigare le alluvioni costiere e l&#8217;erosione. Le fasce inedificabili costiere garantiscono spazi aperti al pubblico e accesso alla costa, aumentando in tal modo le opportunit\u00e0 per lo sviluppo del turismo, dell&#8217;economia balneare e di attivit\u00e0 ricreative. L&#8217;attuazione di fasce inedificabili costiere, specialmente quando associate ad interventi di ricostruzione delle dune e\/o ripristino delle zone umide, crea anche i presupposti per nuovi habitat. Tutto ci\u00f2 si sposa con la loro funzione protettiva: per esempio, le fasce inedificabili offrono spazio per zone umide e altre forme di vegetazione in grado di attenuare l&#8217;azione delle onde. Creare fascia inedificabile costiera comporta altri benefici legati a ulteriori servizi ecosistemici: si preserva la qualit\u00e0 dell&#8217;acqua, si assegnano gli spazi necessari al naturale svolgimento dei cicli di erosione e sedimentazione, con l\u2019obbiettivo di tutelare il bilancio sedimentario. Infine, le zone di arretramento possono avere un ruolo multifunzionale, ed essere parte della politica UE che promuove l&#8217;uso di <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/nature\/ecosystems\/index_en.htm\">infrastrutture verdi e blu basate sulla natura<\/a>, migliorando le condizioni ambientali e mitigando gli effetti negativi degli ambienti urbanizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fasce inedificabili costiere sono utilizzate come strumento di pianificazione dell&#8217;area costiera in molti paesi (Tabella 1), con politiche per le quali i nuovi edifici devono essere collocati in posizione arretrata, a una certa distanza dal mare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Setback-lines-in-different-countries-e1628066927914.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1681\"\/><figcaption>Tabella 1 Fasce inedificabili costiere in differenti paesi (<em><ins><a href=\"http:\/\/www.coastalwiki.org\/wiki\/Setback_area\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.coastalwiki.org\/wiki\/Setback_area)<\/a><\/ins><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;area mediterranea, il Protocollo sulla Gestione integrata delle zone costiere (GIZC) della Convenzione di Barcellona (adottato nel 2008 ed entrato in vigore nel 2011) stabilisce che la fascia inedificabile non pu\u00f2 avere larghezza inferiore a 100 m dalla costa, ci\u00f2 per tutelare i nuovi insediamenti costieri e le infrastrutture dagli impatti negativi dei processi costieri (articolo 8 del Protocollo GIZC). L&#8217;articolo 8 menziona esplicitamentela neccesit\u00e0 di tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici. La fascia inedificabile costiera pu\u00f2 essere pi\u00f9 ampia di 100 m e pu\u00f2 comprendere aree protette e adiacenti. Collegare le fasce inedificabili con <a href=\"https:\/\/www.msp-platform.eu\/practices\/technical-basis-municipal-spatial-structure-plan-strunjan\">aree limitrofe<\/a>, come zone umide, ecosistemi di piane alluvionali o foreste naturali, permette la fruizione di ulteriori spazi ricreativi, ripristina la biodiversit\u00e0 e pu\u00f2 servire come soluzione basata sulla natura per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Protocollo \u00e8 il primo strumento legale internazionale a prescrivere l&#8217;uso di fasce inedificabili costiere. Le sue implicazioni, in termini di attuazione delle fasce, variano a seconda delle impostazioni di gestione costiera dei differenti paesi del bacino mediterraneo. In alcuni casi, pu\u00f2 essere addirittura dettato da una minima elevazione sopra il livello del mare oltre la quale \u00e8 consentito lo sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l&#8217;articolo 8 contempla diverse eccezioni nella costituzione di una fascia inedificabile costiera, ad esempio per &#8220;progetti di pubblico interesse&#8221; e &#8220;nelle aree caratterizzate da particolari limiti geografici o da altri vincoli locali&#8221;. L&#8217;Unione europea ha ratificato il Protocollo GIZC nel 2011, mentre in Croazia \u00e8 entrato in vigore nel 2013. Dal 2004, in Croazia uno specifico Regolamento per la gestione e la protezione dell&#8217;Area costiera protetta (Za\u0161ti\u0107eno obalno podru\u010dje &#8211; ZOP) ha prescritto diverse restrizioni per la costruzione di edifici entro la fascia costiera. Oggigiorno, la ZOP \u00e8 definita dalla Legge sulla pianificazione territoriale, comprendente tutte le restrizioni edilizie prescritte. L&#8217;Italia ha firmato il Protocollo GIZC nel 2008, ma non l&#8217;ha ancora ratificato.<\/p>\n\n\n\n<p>Attuare fasce inedificabili costiere pu\u00f2 essere oggetto di controversia: le municipalit\u00e0 sono molto restie a modificare i propri piani e molte volte gli arretramenti vengono percepiti come &#8220;perdita&#8221; di potenziale per lo sviluppo su una parte del territorio molto appetibile. Anche i conflitti relativi alla propriet\u00e0 immobiliare possono complicare l&#8217;attuazione degli arretramenti costieri come misura politica. Spesso si trascura il fatto che la definizione di fascia inedificabile costiera non \u00e8 semplicemente una modalit\u00e0 di pianificazione proattiva per l&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici, bens\u00ec porta anche benefici sostanziali attraverso la creazione di spazio aggiuntivo per ospitare attivit\u00e0 ricreative e da spiaggia. Per tale motivo la sensibilizzazione, il coinvolgimento dei proprietari immobiliari e dei portatori di interesse, l\u2019accettazione della misura da parte della societ\u00e0 e le considerazioni sulla compensazione per la perdita di diritti di propriet\u00e0 sono requisiti importanti per un\u2019attuazione di successo di una fascia inedificabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene le fasce inedificabili siano previste dalle regolamentazioni costiere di molti paesi, spesso sono scarsamente messe in pratica. Tuttavia, con la nuova strategia di adattamento UE che invita a &#8220;garantire che la normativa e i finanziamenti tengano conto del rischio di catastrofi prima di creare nuove esposizioni&#8230;&#8221; ulteriori costruzioni sulla stretta fascia costiera dovrebbero essere ridotte al minimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Costi e benefici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene le fasce inedificabili costiere comportino dei costi, sono generalmente considerate un&#8217;alternativa a basso costo rispetto alle strutture rigide costiere (come dighe o muri paraonde) e un valido strumento per conservare le dinamiche naturali della costa. Le fasce creano dunque una sorta di area cuscinetto naturale che riduce il ricorso ad approcci strutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>I costi di attuazione di una fascia inedificabile costiera variano in base alle condizioni locali. In alcune aree di particolare interesse pubblico, la misura concordata di 100 m di arretramento non pu\u00f2 essere messa in pratica. I costi sostenuti per prendere tale decisione comprendono la raccolta e l&#8217;analisi dei tassi di erosione o di livelli di marea storici, i costi di acquisto dei servizi di modellazione (per es. per elaborare modelli di evoluzione verosimile della costa) e la consulenza di un esperto. I benefici del nuovo spazio pubblico per attivit\u00e0 ricreative e turistiche sono da aggiungere al calcolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, \u00e8 essenziale la realizzazione. Il costo di esecuzione pu\u00f2 tuttavia essere basso poich\u00e9 \u00e8 possibile implementare l&#8217;arretramento tramite gli organi di pianificazione locale preesistenti. Potrebbero insorgere costi aggiuntivi qualora i proprietari immobiliari nella fascia inedificabile venissero compensati per la loro propriet\u00e0. L&#8217;attuazione della politica di arretramento verosimilmente avr\u00e0 costi pi\u00f9 bassi quando implementata in modo proattivo, prima che abbia luogo uno sviluppo inadeguato significativo. In tale modo dovrebbe essere possibile minimizzare i pagamenti compensativi ai proprietari immobiliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti, l\u2019Australia, la Nuova Zelanda, la Gran Bretagna e la Francia sono tra i paesi pi\u00f9 avanzati in termini di applicazione della fascia inedificabile costiera. Il Dipartimento per l&#8217;ambiente britannico ha fornito fondi per la gestione del rischio di alluvioni ed erosione, e sviluppato linee guida dettagliate sull\u2019esecuzione dell&#8217;analisi costi-benefici e come identificare propriet\u00e0 immobiliari esposte a un imminente rischio costiero. In Francia, le zone di arretramento sono state riconosciute come misure risolutive dopo la violenta tempesta Xynthia ed eventi alluvionali simili, che hanno allagato diverse aree depresse urbanizzate lungo la costa atlantica nel 2010 e causato la morte di 41 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti paesi del Mediterraneo usano le fasce inedificabili costiere come strumenti per ridurre costruzioni future, mentre raramente richiedono che le strutture esistenti siano ricollocate lontano dalla zona di allagamento. Lo stesso vale sia per l&#8217;Italia sia per la Croazia. In Italia, l&#8217;arretramento costiero, come metodo per ridurre il rischio costiero, \u00e8 proposto come strategia efficace integrata per la futura pianificazione costiera della regione Emilia-Romagna (Perini et al. 2016) and la Regione Marche (Regione Marche, 2019). Per quanto riguarda la Croazia, nel recente studio di Lincke et al. (2020) gli autori confermano che la fascia inedificabile una misura efficace per l&#8217;adattamento costiero. Sono stati modellati due varianti di fascia inedificabile. La prima variante restringe le costruzioni future, mentre la seconda variante estende la restrizione edilizia alle aree gi\u00e0 sviluppate che non sono protette da dighe e muri paraonde. La conclusione principale \u00e8 che gli impatti economici dell&#8217;innalzamento del livello del mare possono essere ridotti significativamente integrando le fasce inedificabili nella strategia di adattamento. Se combinate, le misure di protezione e le restrizioni edilizie nelle zone di arretramento possono ridurre i futuri costi derivanti da alluvioni costiere fino al 39%. Azioni congiunte di protezione e arretramento pianificato, mediante le face inedificabili, possono ridurre del 93% i futuri costi da alluvioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio ha preso in considerazione solo i benefici delle fasce inedificabili costiere nel ridurre l&#8217;esposizione alle alluvioni costiere, mentre i benefici in termini di protezione della biodiversit\u00e0, mantenimento dei servizi ecosistemici ed erosione costiera, o i benefici per il turismo e le attivit\u00e0 ricreative, non sono stati contemplati. Questa limitazione sottolinea ancora di pi\u00f9 l&#8217;importanza dell&#8217;arretramento, dato che a causa dell&#8217;erosione costiera, in molte parti del Mediterraneo il costo di mantenimento delle spiagge \u00e8 significativo. \u00c8 meno pertinente al caso croato, dove solo poche spiagge sabbiose sono soggette ad erosione, ma \u00e8 certamente rilevante per le spiagge sabbiose del litorale adriatico italiano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tempi di implementazione e durata<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di misure a lungo termine, ma va tenuto in considerazione che la linea di arretramento deve essere ristabilita periodicamente per evitare che nel corso del tempo l&#8217;innalzamento del livello del mare e l&#8217;erosione costiera riducano l&#8217;ampiezza della fascia inedificabile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.coastalwiki.org\/wiki\/Setback_area\">http:\/\/www.coastalwiki.org\/wiki\/Setback_area<\/a><br><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ctc-n.org\/technologies\/coastal-setbacks\">https:\/\/www.ctc-n.org\/technologies\/coastal-setbacks<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Lincke, D., Wolff, C., Hinkel, J., Vafeidis, A.T., Blickensd\u00f6rfer, L., Povh Skugor, D. (2020). The effectiveness of setback zones for adapting to sea-level rise in Croatia. Regional Environmental Change 20(46). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10113-020-01628-3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10113-020-01628-3<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Linham, M.M. and Nicholls, R.J. (2010) <em>Technologies for climate change adaptation<\/em>: <em>coastal erosion and flooding<\/em> (TNA Guidebook Series) New Delhi, IN.<\/p>\n\n\n\n<p>Perini, L., Calabrese, L., Salerno, G., Ciavola, P., and Armaroli, C. (2016) Evaluation of coastal vulnerability to \ufb02ooding: comparison of two different methodologies adopted by the Emilia- Romagna region (Italy), Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 16, 181\u2013 194, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.5194\/nhess-16-181-2016\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.5194\/nhess-16-181-2016<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Regione Marche, 2019, PIANO DI GESTIONE INTEGRATA DELLE ZONE COSTIERE (PIANO GIZC); https:\/\/www.regione.marche.it\/Regione-Utile\/Paesaggio-Territorio-Urbanistica-Genio-Civile\/Difesa-della-costa#Piano-GIZC-2019<\/p>\n\n\n\n<p>Sano, M., Jim\u00e9nez, J. A., Medina, R., Stanica, A., S-Arcilla, A., and Trumbic, I. (2011) The role of coastal setbacks in the context of coastal erosion and climate change, Ocean Coast. Manage., 54, 943\u2013950<\/p>\n\n\n\n<p>UNEP (2016). Options for Ecosystem-based Adaptation (EBA) in Coastal Environments: A Guide for environmental managers and planners. UNEP, Nairobi<\/p>\n\n\n\n<p>UNEP\/MAP\/PAP (2008) Protocol on Integrated Coastal Zone Management in the Mediterranean. Split, Priority Actions Programme, <a href=\"http:\/\/paprac.org\/iczm-protocol\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/paprac.org\/iczm-protocol<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>WWF Report (2020) Working with Nature to Reduce Climate Risk. How investing in Nature-based Solutions can build resilience in Europe?<\/p>\n\n\n\n<p>The project Shape: municipal spatial structure plan \u2013 Strunjan, 2014. <a href=\"https:\/\/www.msp-platform.eu\/practices\/technical-basis-municipal-spatial-structure-plan-strunjan\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.msp-platform.eu\/practices\/technical-basis-municipal-spatial-structure-plan-strunjan<\/a><\/p>\n","protected":false},"featured_media":2180,"template":"","adaptation_option_category":[119,117],"adaptation_option_sector":[374,319,297,298],"adaptation_option_ipcc_category":[],"adaptation_option_climate_impact":[134,320,296,279],"adaptation_option_keyword":[785,786,787],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Fascia inedificabile costiera - ADRIADAPT<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/adaptation-options\/fascia-inedificabile-costiera\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fascia inedificabile costiera - ADRIADAPT\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Descrizione Fascia inedificabile costiera (\u201ccoastal setback zone\u201d o zona di rispetto) \u00e8 una sorta di area cuscinetto dove alcune o tutte le tipologie di sviluppo sono proibite o significativamente limitate. 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