{"id":1953,"date":"2022-01-17T09:00:00","date_gmt":"2022-01-17T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/adriadapt.eu\/?post_type=adaptation_option&#038;p=1953"},"modified":"2022-02-09T09:24:18","modified_gmt":"2022-02-09T09:24:18","slug":"adattamento-ai-cambiamenti-climatici-mediante-forestazione","status":"publish","type":"adaptation_option","link":"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/adaptation-options\/adattamento-ai-cambiamenti-climatici-mediante-forestazione\/","title":{"rendered":"Adattamento ai cambiamenti climatici mediante forestazione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Descrizione<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le foreste mediterranee sono uno degli &#8220;hotspot&#8221; mondiali di biodiversit\u00e0 portatrici di molteplici valenze di utilit\u00e0 generale (FAO 2011). Oggi sono minacciate dai cambiamenti climatici e si prevede che gli ecosistemi forestali mediterranei saranno particolarmente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici entro il 2050 (FAO, 2011). Gli impatti negativi dei cambiamenti climatici si riflettono nello slittamento delle fasce climatiche, ma anche nell&#8217;aumento degli eventi climatici estremi e nell&#8217;incremento della temperatura e della siccit\u00e0 (EEA, 2016). Inoltre, le foreste mediterranee un tempo erano sovrasfruttate e buona parte di questo ecosistema (75%) \u00e8 stato distrutto dalle pressioni antropiche gi\u00e0 nel XIX secolo (Quezel &amp; Medail, 2003).<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene le foreste mediterranee oggi siano generalmente costituite da specie mediterranee resistenti alla siccit\u00e0 (Timbal e Aussenac, 1996), negli ultimi decenni risultano minacciate dall&#8217;aumento di intensit\u00e0, durata e frequenza di eventi siccitosi (IPCC, 2014). Tale processo di inaridimento pu\u00f2 essere il fattore scatenante per un nuovo fenomeno di disseccamento delle foreste (Porter et al., 1991), in cui i fattori biotici giocano un ruolo determinante (Guillermo Gea-Izquierdo et al., 2019). Le conseguenze di questo processo sono la riduzione della biodiversit\u00e0 e della resistenza agli organismi nocivi, la diffusione di specie invasive, gli incendi boschivi e il rilascio di CO<sub>2<\/sub>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nuova strategia forestale dell&#8217;Unione europea (EU Forest Strategy 2021) la forestazione assume una posizione chiave. Affinch\u00e9 l\u2019imboschimento possa mitigare le conseguenze negative di cui sopra, \u00e8 necessario adottare un approccio strategico nella selezione delle specie idonee, nella progettazione della piantumazione e nella manutenzione degli alberi esistenti e nuovi. Nelle politiche internazionali, il ripristino del paesaggio forestale (<em>forest landscape restoration<\/em>, FLR) rappresenta un enorme sforzo normativo e attuativo, che viene messo in atto mediante azioni come la \u201cSfida di Bonn\u201d, la \u201cDichiarazione di New York sulle foreste\u201d e la \u201cNeutralit\u00e0 di degrado del suolo\u201d, basate sulla Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione e sulla Convenzione sulla biodiversit\u00e0 (Stanturf et al., 2017). Si tratta di un approccio pianificato il cui obiettivo \u00e8 il ripristino dell&#8217;integrit\u00e0 ecologica e il miglioramento della qualit\u00e0 della vita nei paesaggi degradati o disboscati. Nonostante le attivit\u00e0 di promozione e i tentativi di implementare il ripristino del paesaggio forestale (FLR) a livello globale, spesso sorgono problemi quando questi obiettivi vengono applicati a livello locale. Le ricerche a livello nazionale, che tengono conto delle condizioni e delle specie locali, offrono quindi un importante contributo in tal senso. Sebbene il valore degli interventi FLR nel prevenire ulteriori perdite e il degrado delle aree boscate sia ben noto a livello globale, una loro applicazione efficace \u00e8 possibile solamente se l\u2019attuazione \u00e8 preceduta dalla conoscenza scientifica. L&#8217;adattamento delle attivit\u00e0 selvicolturali alle condizioni specifiche dell&#8217;habitat e ai cambiamenti climatici previsti rappresenta tuttora una sfida scientifica per il territorio mediterraneo. Ad esempio, dopo il degrado della macchia mediterranea, il pino d&#8217;Aleppo (<em>Pinus halepensis<\/em>) \u00e8 stato piantato in modo massiccio quale specie pioniera a crescita rapida, avendo caratteristiche ideali data la sua tolleranza alla siccit\u00e0 (Timbal &amp; Aussenac, 1996). Oggi il pino d&#8217;Aleppo gioca un ruolo fondamentale nella preparazione del suolo per altre specie autoctone (per es. <em>Quercus ilex<\/em>). O ancora, il pino marittimo (<em>P. maritima<\/em>), che ha dominato in alcune parti del Mediterraneo, a causa della siccit\u00e0 viene a mancare nei suoi habitat secolari, cedendo il posto a specie pi\u00f9 resistenti come il pino domestico (<em>P. pinea<\/em>). Pertanto, per l\u2019imboschimento di uno specifico territorio, accanto alla conoscenza delle esigenze ecologiche delle specie arboree, \u00e8 importante anche la previsione climatica.<\/p>\n\n\n\n<p>La piattaforma globale ambientale <a href=\"http:\/\/www.restor.eco\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.restor.eco<\/a> avviata nel 2021 ha un ruolo promettente: ha l&#8217;obiettivo di coinvolgere ogni parte interessata nel movimento globale di forestazione e di trasformazione delle superfici non utilizzate in superfici coperte da alberi. La piattaforma offre supporto alle conoscenze scientifiche pi\u00f9 recenti, facile accesso alle informazioni ecologiche, dati su ogni punto ed ecosistema del globo e promuove lo scambio di esperienze. Ci\u00f2 \u00e8 molto importante, poich\u00e9 nei casi di cattiva scelta della specie, messa a dimora inadeguata o metodi selvicolturali obsoleti, l\u2019imboschimento non avr\u00e0 successo e porter\u00e0 conseguenze negative in termini ecologici ed economici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Costi e benefici<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento delle superfici boscate \u00e8 riconosciuto quale misura per la mitigazione delle conseguenze negative dei cambiamenti climatici e per il mantenimento o incremento della biodiversit\u00e0, e dato che pu\u00f2 avere anche un ruolo chiave nell&#8217;assorbimento del carbonio, \u00e8 inserito nella legislazione comunitaria (Regolamento UE LULUCF 2018\/841). Le foreste nella fascia mediterranea sono particolarmente importanti per regolare i corsi d&#8217;acqua, contribuiscono a ricaricare le falde acquifere, contrastano i fenomeni erosivi e a livello locale possono favorire l&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici. I vantaggi della forestazione sono numerosi, soprattutto se l&#8217;obiettivo \u00e8 la creazione di popolamenti forestali misti (Bravo-Oviedo et al., 2014). I popolamenti misti sono meno sensibili ad avversit\u00e0 come ad esempio l&#8217;attacco di organismi nocivi, che possono provocare danni tali da necessitare anni per essere sanati (Pernek et al., 2019). Sono possibili finanziamenti dai fondi europei legati al Green Deal europeo, per es. la Strategia dell&#8217;UE sulla biodiversit\u00e0 per il 2030, lo sviluppo rurale, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>La gestione delle foreste delle aree costiere mediterranee non \u00e8 quasi mai rivolta all&#8217;utilizzo per finalit\u00e0 di vendita di legname. La loro funzione antierosiva, idrologica e di protezione delle acque \u00e8 molto pi\u00f9 rilevante. Generalmente, le macchie boscate del litorale svolgono una evidente funzione ecologica, sociale e di utilit\u00e0 generale. La loro funzione generale \u00e8 particolarmente manifesta nel turismo; donano frescura, profumi, colori, suoni, proteggono dai venti, prolungano la piacevole sensazione di contatto e intimit\u00e0 con la natura. Tutto ci\u00f2 si riflette nella crescente tendenza dei turisti a soggiornare in strutture circondate dal verde. Gli alberi, presi singolarmente o in formazioni boschive, hanno un eccezionale valore ambientale e sono fondamentali per il soggiorno nei campeggi, ma rappresentano anche ulteriori opportunit\u00e0 di guadagno per il settore turistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi di imboschimento nel territorio mediterraneo sono generalmente resi difficoltosi dal suolo scarsamente sviluppato e da frequenti episodi di siccit\u00e0, per cui i costi sono pi\u00f9 alti della media rispetto ad altre regioni. La scelta delle specie \u00e8 molto importante e non pu\u00f2 prescindere dai trend climatici. Le ricerche mostrano che se le specie, che per anni hanno prevalso su un certo territorio, non possono adattarsi alle nuove condizioni, perdono facilmente il predominio e sono sostituite da specie pi\u00f9 resistenti (Guillermo Gea-Izquierdo et al., 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la preparazione e la concimazione del terreno e la scelta del tipo e della qualit\u00e0 del materiale vivaistico aumentino il costo dell\u2019imboschimento, a lungo termine \u00e8 un ottimo investimento. Si dovrebbe dare priorit\u00e0 alla vegetazione autoctona, tenendo comunque a mente che non sempre ci\u00f2 \u00e8 possibile e che talvolta gli ecosistemi forestali di transizione sono l&#8217;unica soluzione, rallentando cos\u00ec un processo gi\u00e0 di per s\u00e9 lungo (rendendolo di fatto un processo intergenerazionale). Le spese per le piantine ammontano a 3-8 euro, ma se si tiene conto che nella zona mediterranea devono essere di qualit\u00e0 maggiore, e che la cosa migliore sarebbe affidarsi maggiormente a piantine pi\u00f9 robuste e di maggiore et\u00e0, il costo si sposta tra 4-6 euro. Ai costi di impianto, ossia del solo materiale vivaistico e della messa a dimora, si aggiungono anche i costi di preparazione del terreno, di allestimento di recinzioni, ecc. Le spese di manutenzione che devono essere affrontate per qualche anno dopo la messa a dimora ammontano a 300 euro\/ha nei primi anni, e successivamente intorno a 100 euro\/ha (<a href=\"https:\/\/www.efi.int\/publications-bank\/newfor-new-forests-europe-afforestation-turn-century\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">European Forest Institute, 2000<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tempi di implementazione e durata<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La procedura amministrativa per trovare terreni adatti per l\u2019imboschimento o al loro cambio di destinazione, spesso \u00e8 impegnativa e lunga. Un&#8217;implementazione condotta professionalmente e l\u2019adesione alla piattaforma &#8220;Restor&#8221;, apre la possibilit\u00e0 a una rapida pianificazione di imboschimento e manutenzione. In ci\u00f2 si possono anche coinvolgere associazioni di volontariato, scuole, associazioni non governative e organizzare azioni di volontariato per piantare alberi. Iniziative come &#8220;Pianta un albero, non fare il ceppo&#8221;, &#8221; o donazioni di piantine da mettere a dimora, come realizzato dalla regione <a href=\"https:\/\/ambiente.regione.emilia-romagna.it\/it\/radiciperilfuturoer\/progetto\/quattro-milioni-e-mezzo-di-alberi-in-piu\">Emilia Romagna<\/a>, sono esempi di buone prassi.<\/p>\n\n\n\n<p>Partecipare ad azioni globali nelle quali attraverso il rimboschimento si sequestra la CO<sub>2<\/sub> e si mitigano i cambiamenti climatici, \u00e8 altamente motivante ed educativo, tali azioni possono essere avviate in tempi relativamente veloci. Dopo l\u2019impianto\/la messa a dimora sono necessarie misure di manutenzione molto accurate, per un periodo di minimo 5 anni. Questo tipo di interventi dovrebbe essere sostenuto dai progetti pluriennali nell&#8217;ambito dei fondi UE, per i quali la documentazione potrebbe essere preparata in breve tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Risorse per informazioni maggiormente dettagliate<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siti web:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/law\/better-regulation\/have-your-say\/initiatives\/12674-Forests-new-EU-strategy\">https:\/\/ec.europa.eu\/info\/law\/better-regulation\/have-your-say\/initiatives\/12674-Forests-new-EU-strategy<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/food-farming-fisheries\/forestry\/forestry-explained_en\">https:\/\/ec.europa.eu\/info\/food-farming-fisheries\/forestry\/forestry-explained_en<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/forests\/index_en.htm\">https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/forests\/index_en.htm<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/climate-adapt.eea.europa.eu\/\">https:\/\/climate-adapt.eea.europa.eu\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/strategy\/biodiversity-strategy-2030_hr\">https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/strategy\/biodiversity-strategy-2030_hr<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/actions-being-taken-eu_en\">https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/actions-being-taken-eu_en<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.restor.eco\">https:\/\/www.restor.eco<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ambiente.regione.emilia-romagna.it\/it\/radiciperilfuturoer\/progetto\/quattro-milioni-e-mezzo-di-alberi-in-piu\">https:\/\/ambiente.regione.emilia-romagna.it\/it\/radiciperilfuturoer\/progetto\/quattro-milioni-e-mezzo-di-alberi-in-piu<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Letteratura:<\/p>\n\n\n\n<p>Bravo-Oviedo A et al. 2014 European Mixed Forests: Definition and Research Perspectives. Forest Systems, 23: 518 \u2013 533<\/p>\n\n\n\n<p>IPCC 2014 Climate change 2014: Impacts, adaptation and Vulnerability. In: BARROS VR, FIELD CB, DOKKEN DJ, MASTRANDRE MD (eds). Cambridge University Press, Cambridge and New York<\/p>\n\n\n\n<p>FAO 2011 State of Mediterranean Forests (SoFMF), concept paper. Arid Zone Forests and Forestry Working Paper No. 2. Rome<\/p>\n\n\n\n<p>Gea-Izquierdo et al. 2019 Synergistic abiotic and biotic stressors explain widespread decline of <em>Pinus pinaster<\/em> in a mixed forest. Science of the Total Environment 685 (2019) 963\u2013975<\/p>\n\n\n\n<p>Pernek M et al. 2019: Outbreak of Orthotomicus erosus (Coleoptera, Curculionidae) on Aleppo Pine in the Mediterranean Region in Croatia. SEEFOR-South-east European forestry, 10 (1): 19-27<\/p>\n\n\n\n<p>Quezel P &amp; Medail F 2003 Ecologie et biogeographie des forets du basin Mediterraneen. Elsevier, Paris<\/p>\n\n\n\n<p>Stamturf JA et al. 2017: Implementing Forest Landscape Restoration, A Practitioner\u2019s Guide. International Union of Forest Research Organisations, SpeciaL Programme for Development of Capacities (IUFRO-SPDC). Vienna, Austria: 128 p<\/p>\n\n\n\n<p>Timbal J &amp; Aussenac G 1996 An overview of ecology and silviculture of indigenous oaks in France. Annales des Sciences Forestieres, 53(2-3):649-661<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ringraziamo per il suo contributo il dr. <\/em><em>Milan Pernek del Hrvatski \u0161umarski institut (Istituto di ricerche forestali croato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":2348,"template":"","adaptation_option_category":[117],"adaptation_option_sector":[121,195,436],"adaptation_option_ipcc_category":[],"adaptation_option_climate_impact":[321,131,279],"adaptation_option_keyword":[812,373,809,807,808,810,811],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Adattamento ai cambiamenti climatici mediante forestazione - ADRIADAPT<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/adaptation-options\/adattamento-ai-cambiamenti-climatici-mediante-forestazione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Adattamento ai cambiamenti climatici mediante forestazione - ADRIADAPT\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Descrizione Le foreste mediterranee sono uno degli &#8220;hotspot&#8221; mondiali di biodiversit\u00e0 portatrici di molteplici valenze di utilit\u00e0 generale (FAO 2011). 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