{"id":1483,"date":"2022-01-18T11:40:00","date_gmt":"2022-01-18T11:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/adriadapt.eu\/?post_type=case_study&#038;p=1483"},"modified":"2022-02-09T11:27:02","modified_gmt":"2022-02-09T11:27:02","slug":"ripristino-del-cordone-dunoso-a-sud-della-foce-bevano-lido-di-classe-ravenna-italia","status":"publish","type":"case_study","link":"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/case-studies\/ripristino-del-cordone-dunoso-a-sud-della-foce-bevano-lido-di-classe-ravenna-italia\/","title":{"rendered":"Ripristino del cordone dunoso a sud della foce Bevano (Lido di Classe, Ravenna, Italia)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Geographic context and climate challenges<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il sito si trova a Sud della foce del Torrente Bevano, al confine tra una zona a tutela integrale, dove \u00e8 vietato l\u2019accesso ai non autorizzati per tutto l\u2019anno, ed una zona a tutela intermedia, vietata da aprile a luglio durante i periodo di nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus). La pressione antropica su tale zona \u00e8 pressoch\u00e8 inesistente. L\u2019area \u00e8 sito Natura 2000, zona protetta del Parco del Delta del Po; zona SIC (Dir. 92\/43\/CEE \u201cHabitat\u201d Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. GU, L206, 22\/07\/1992; pp. 7-50.) e ZPS (Dir. 79\/409\/CEE \u201cUccelli\u201d Conservazione degli uccelli selvatici. GU, L103, 25\/04\/1979; pp. 1- 27.); e Ramsar (UNESCO, 1971. Convention on wetland of international importance especially as waterfowl habitat.).<\/p>\n\n\n\n<p>Il cordone dunoso di recente formazione \u00e8 perlopi\u00f9 continuo lateralmente. Nel 2013 la duna presentava un\u2019altezza variabile 2-3.5 m, un fronte a falesia verticale, testimonianza dell\u2019erosione da mareggiate, ed un piede orlato da una fascia di dune embrionali con parziale recupero della pendenza naturale, a testimonianza dell\u2019attiva e repentina attivit\u00e0 di deflazione ed accumulo eolico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La spiaggia ha un\u2019ampiezza di circa 30 m, un profilo longitudinale sinuoso con ampie ed articolate barre intertidali. Il tratto d\u2019interesse \u00e8 classificato come \u201cstabile\u201d secondo la classificazione regionale ASPE (<a href=\"http:\/\/www.arpa.emr.it\/dettaglio_generale.asp?id=3301&amp;idlivello=1883\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.arpa.emr.it\/dettaglio_generale.asp?id=3301&amp;idlivello=1883<\/a>). La zona \u00e8 libera da opere di difesa rigida, e non soggetta a ripascimenti in passato. La zona \u00e8 classificata come P3 negli scenari di pericolosit\u00e0 da mareggiate, ossia soggetta ad alluvioni frequenti con Tr di 10 anni. Il tasso di subsidenza dell\u2019area \u00e8 circa 7-8 mm\/anno (Dati subsidenza, portale Arpae: <a href=\"https:\/\/arpae.it\/cartografia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/arpae.it\/cartografia\/<\/a>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La parziale fragilit\u00e0 del sistema dunoso, prima dell\u2019intervento, era data sia dalla limitata ampiezza della spiaggia, motivo per cui gli accumuli embrionali si formavano ma non resistevano alle mareggiate pi\u00f9 forti, sia dalla morfologia a falesia del fronte dunoso, soggetto costantemente a crolli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Objectives<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo intervento si inserisce come attivit\u00e0 finale all\u2019interno del progetto Riged-Ra \u2013 Ripristino e gestione delle dune costiere ravennati (2013-2016). Obiettivo principale del progetto era quello di definire ed identificare le principali dinamiche costiere, lo stato di erosione e la vulnerabilit\u00e0 della costa ravennate, da foce Reno a foce Savio (Ravenna, Emilia-Romagna, Italia), e dei relativi residui dunosi, in modo da definire idonee strategie d\u2019intervento per la loro protezione e recupero. I prodotti finali del progetto sono state strategie d\u2019intervento per la conservazione delle dune costiere in forma di Linee Guida per le autorit\u00e0 locali coinvolte direttamente nella gestione\/pianificazione della zona costiera.<\/p>\n\n\n\n<p>La realizzazione della barriera frangivento, invece, ha lo scopo di ridurre la velocit\u00e0 del vento in modo da favorire la deposizione della sabbia; favorire la generazione di dune embrionali; prevenire la perdita di sabbia verso l\u2019entroterra; prevenire il calpestio; offrire un\u2019opportunit\u00e0 di recupero all\u2019ecosistema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Adaptation measures implemented in the case<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dune construction and strengthening<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solutions<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1) Identificazione e caratterizzazione dell\u2019area sulla base dell\u2019integrazione dei dati collezionati nei tre anni di progetto:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>assetto geografico-ambientale<\/li><li>caratterizzazione litologica e idrogeologica<\/li><li>analisi geomorfologica del sistema duna-spiaggia<\/li><li>studio della successione vegetazionale costiera<\/li><li>regime climatico e meteomarino&nbsp;<\/li><li>stato morfodinamico della spiaggia<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>2) Selezione dell\u2019intervento Nature-based solutions (NBS) pi\u00f9 idoneo: Ganivelles o barriere frangivento&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Progetto: Installazione di un graticolato di steccati frangivento (ganivelle) paralleli alla costa, tenuti assieme da fil di ferro galvanizzato e attorcigliato. La prima linea \u00e8 stata posizionata all\u2019altezza del piede della duna; la seconda a circa 2 m dalla prima verso mare; le due linee sono connesse da porzioni perpendicolari, ogni 8 m (tecnica \u2018a maglie\u2019). L\u2019intervento ha un\u2019estensione totale di 465 m.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ganivelle sono steccati in castagno (scelto per la sua resistenza), il cui scopo \u00e8 di interrompere il flusso di vento carico di sabbia e di conseguenza favorirne l\u2019accumulo per ricreare la duna. Vengono impiegate, quindi, per favorire la generazione di dune embrionali; per ridurre l\u2019effetto erosivo del vento nei blowout ed in generale nelle discontinuit\u00e0 del corpo dunoso; per impedire l\u2019output di sabbia verso l\u2019entroterra, sedimento che sarebbe definitivamente perso dal sistema sedimentario costiero; per impedire l\u2019accesso e il calpestio sulla duna. Gli interventi molto spesso sono coordinati con le piantumazioni in modo che dopo la scomparsa per seppellimento della struttura vi siano gi\u00e0 delle piante, pronte a sostituire le ganivelle nell\u2019accumulo. In ogni caso la vegetazione trova condizioni maggiormente favorevoli verso una naturale colonizzazione degli accumuli eolici ed evolvendo contribuisce in maniera essenziale allo sviluppo ed alla stabilizzazione della duna. In questo caso studio, non c\u2019\u00e8 stato intervento di piantumazione data l\u2019ampia presenza di specie \u201cedificatrici\u201d. L\u2019intervento deve favorire il progressivo e pressoch\u00e9 totale insabbiamento degli steccati in legno. Unico elemento critico \u00e8 la presenza del filo metallico di armatura e legatura; a causa della limitata degradabilit\u00e0, nel caso di mancato seppellimento dell\u2019opera o di sua demolizione, permane in superficie. Una possibile alternativa potrebbero essere cordami in materiale vegetale (tuttavia di scarsa durabilit\u00e0 e non reperibili sul mercato) o meglio ancora di pertiche trasversali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il posizionamento dell\u2019opera deve essere ben progettato secondo alcuni criteri:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>il massimo accumulo di sabbia si avr\u00e0 con l\u2019opera perpendicolare al vento dominante; in questo caso si avranno per\u00f2 anche le massime erosioni alla base dei pali.&nbsp;<\/li><li>Il massimo trasporto avviene con venti forti (venti &gt; 6-7 m\/s) e secchi.&nbsp;<\/li><li>La presenza di zone umide e\/o spiaggia bagnata dai washover vicino all\u2019opera riduce notevolmente il trasporto di sabbia e l\u2019apporto eolico.&nbsp;<\/li><li>La spaziatura o interasse tra i paletti, detta anche permeabilit\u00e0 nei confronti del flusso eolico, \u00e8 variabile (35-100 mm) e da stimare a seconda dell\u2019area di studio.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il periodo ottimale per la realizzazione dell\u2019intervento \u00e8 stato pensato in marzo poich\u00e9 si trova al termine del periodo invernale, periodo di maggiore criticit\u00e0 meteomarina (forti tempeste e mareggiate), ed anche perch\u00e9 l\u2019opera doveva avere il tempo necessario alla sua prima stabilizzazione prima del sopraggiungere dell\u2019inverno successivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per la messa in opera delle strutture amovibili di protezione e di ricostruzione del cordone dunoso si \u00e8 deciso di ridurre al minimo l&#8217;uso di attrezzature meccaniche, dando priorit\u00e0 per quanto possibile agli interventi manuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019installazione, il sito \u00e8 stato oggetto di un monitoraggio trimestrale tramite tecniche di fotogrammetria digitale da rilievo UAV e 3D laser scanner, per valutare l\u2019efficacia dell\u2019intervento, stimare gli accumuli di sedimento e l\u2019evoluzione geomorfologica del cordone dunoso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leader of the initiative and key partners<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto RIGED-Ra \u00e8 frutto di una convenzione di ricerca tra Eni Divisione E. &amp; P., Fondazione Flaminia, Comune di Ravenna e laboratorio IGRG (Integrated Geoscience Research Group) dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, Campus di Ravenna.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento sulla duna \u00e8 stato progettato e coordinato dal lab. IGRG, assieme al Dott. Geol. Carlo Alfonso Lipparini ed in collaborazione con EID_ Mediterren\u00e9e (Dott. Dott. Hugues Heurtefeux), Societ\u00e0 pubblica francese operativa in campo ambientale dal 1982 anche nel settore della gestione e protezione del sistema dunoso costiero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I permessi e le autorizzazioni ai lavori sono stati rilasciati dagli uffici tecnici del Comune di Ravenna, i Carabinieri per la Biodiversit\u00e0 e il Parco del Delta del Po, enti gestori dell\u2019area di studio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stakeholder participation<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 stato il coinvolgimento di altri stakeholder oltre a quelli indicati ai punti 6 e 14 del presente documento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Success and limiting factors<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La caratterizzazione dettagliata del sistema fisico, in tutte le sue componenti (geomorfologiche, geologiche, idrogeologiche, vegetazionali, meteo-marine), \u00e8 stata fondamentale per progettare, dimensionare e orientare correttamente la struttura ed aumentarne l\u2019efficacia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il coinvolgimento degli enti gestori dell\u2019area e la creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare con esperti in diversi campi delle scienze ambientali ha garantito un approccio integrato alla gestione della fascia costiera in questione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I fattori limitanti che hanno ostacolato parzialmente il processo: burocrazia e tempi di attesa per autorizzazioni e permessi; disponibilit\u00e0 economica per poter estendere l\u2019intervento ad un\u2019area pi\u00f9 vasta; limitato coinvolgimento e sensibilizzazione di altri stakeholders fondamentali, quali per es. i fruitori della spiaggia e i proprietari degli stabilimenti balneari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Costs and benefits<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto \u00e8 stato finanziato da Eni Divisione E. &amp; P. secondo quanto previsto dal \u201cVI accordo di collaborazione Comune di Ravenna \u2013 eni S.p.A. 2011- 2014\u201d e attivato nell\u2019ambito di specifica convenzione di ricerca Eni- Fondazione Flaminia.<\/p>\n\n\n\n<p>Benefici generali:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Aumento della resilienza del sistema spiaggia-duna ai cambiamenti climatici, quali l\u2019innalzamento del livello del mare e l\u2019intensificarsi degli eventi intensi di mareggiata.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Benefici ambientali\/ecosistemici specifici:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>La ricostruzione di un cordone dunoso continuo, senza morfologie erosive (blowout) garantisce una maggiore continuit\u00e0 ecologica e ambientale e favorisce un incremento della biodiversit\u00e0 (riduzione frammentazione habitats);&nbsp;<\/li><li>La presenza della barriera evita il calpestio indiscriminato della duna, evita la formazione di morfologie erosionali e ne favorisce il miglioramento dello stato di conservazione;&nbsp;<\/li><li>Complessivo miglioramento dello stato di naturalit\u00e0 della costa;&nbsp;<\/li><li>Dal punto di vista idrogeologico, la creazione di un cordone dunoso continuo e topograficamente pi\u00f9 elevato rispetto al territorio circostante incrementa l&#8217;area di infiltrazione e favorisce la formazione di lenti d&#8217;acqua dolce, aumentando cos\u00ec la disponibilit\u00e0 di acqua dolce nell\u2019acquifero superficiale costiero;<\/li><li>Maggior quantit\u00e0 di sedimento disponibile per l&#8217;equilibrio dinamico del sistema spiaggia-duna e la difesa contro l\u2019erosione;<\/li><li>Maggiore protezione delle aree interne e adiacenti (pineta costiera) dalle mareggiate e dalla salinizzazione di suolo e acqua sotterranea.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Contacts<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Scritto da:<\/em><\/strong><em> Dott.ssa Beatrice M.S. Giambastiani;<\/em> BiGeA &#8211; Biological, Geological and Environmental Sciences Department; University of Bologna (<a href=\"mailto:beatrice.giambastiani@unibo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">beatrice.giambastiani@unibo.it<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabile scientifico e coordinatore: Prof. Giovanni Gabbianelli (<a href=\"mailto:giovanni.gabbianelli@unibo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giovanni.gabbianelli@unibo.it<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Collaboratori e Personale coinvolto:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Fondazione Flaminia (webpage: https:\/\/www.fondazioneflaminia.it\/)<\/li><li>BiGeA, Dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, Campus di Ravenna-IGRG (referente: Dott.ssa Beatrice M.S. Giambastiani)<\/li><li>EID M\u00e9diterran\u00e9e, Montpellier (France)<\/li><li>Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversit\u00e0- Delta del Po RER<\/li><li>Carabinieri per la Biodiversit\u00e0, Ravenna;<\/li><li>Servizio Ceas del Comune di Ravenna.<\/li><li><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Source for more detailed information<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cfr. Punto 18.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Map<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"595\" height=\"845\" src=\"https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2047\" srcset=\"https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna.jpg 595w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-211x300.jpg 211w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-55x78.jpg 55w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Fig. 1 \u2013 Area di studio del Progetto Riged-Ra. Le dune monitorate e campionate sono indicate in rosso. (Giambastiani et al., 2016)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pictures<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"932\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-932x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2050\" srcset=\"https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-932x1024.jpg 932w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-273x300.jpg 273w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-768x844.jpg 768w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-1398x1536.jpg 1398w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2-71x78.jpg 71w, https:\/\/adriadapt.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CS02_Ripristino_BevanoSud_Ravenna-fig2.jpg 1471w\" sizes=\"(max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Fig. 2 \u2013 Design finale dell\u2019intervento di ripristino del cordone dunoso. (Credits: IGRG lab, University of Bologna, Campus di Ravenna).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Documents<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>GIAMBASTIANI B.M.S., GREGGIO N., SISTILLI F., FABBRI S., SCARELLI F., CANDIAGO S., ANFOSSI G., LIPPARINI C.A., CANTELLI L., ANTONELLINI M., GABBIANELLI G., 2016. RIGED-RA project \u2013 Restoration and management of coastal dunes in the Norther Adriatic coast (Ravenna area, Italy). World Multidisciplinary Earth Sciences Symposium \u2013 WMESS 2016. IOP Conf. Series: Earth and Environmental Science 44; doi:10.1088\/1755-1315\/44\/5\/052038<\/p>\n\n\n\n<p>Errata corrige: il tasso di subsidenza dell\u2019area \u00e8 circa 7-8 mm\/anno e non cm\/anno come indicato nel paper qui indicato.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1484,"template":"","case_study_category":[79],"case_study_sector":[93,95,97],"case_study_climate_impact":[182,181],"case_study_keyword":[698,699,701,703,700,702],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ripristino del cordone dunoso a sud della foce Bevano (Lido di Classe, Ravenna, Italia) - ADRIADAPT<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Geographic context and climate challenges Il sito si trova a Sud della foce del Torrente Bevano, al confine tra una zona a tutela integrale, dove \u00e8\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/case-studies\/ripristino-del-cordone-dunoso-a-sud-della-foce-bevano-lido-di-classe-ravenna-italia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ripristino del cordone dunoso a sud della foce Bevano (Lido di Classe, Ravenna, Italia) - 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