{"id":1502,"date":"2021-06-10T16:28:00","date_gmt":"2021-06-10T15:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/adriadapt.eu\/?post_type=case_study&#038;p=1502"},"modified":"2021-06-26T21:43:56","modified_gmt":"2021-06-26T20:43:56","slug":"ripristino-di-una-duna-con-ingegneria-naturalistica","status":"publish","type":"case_study","link":"https:\/\/adriadapt.eu\/it\/case-studies\/ripristino-di-una-duna-con-ingegneria-naturalistica\/","title":{"rendered":"Ripristino di una duna con ingegneria naturalistica"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Contesto geografico e sfide climatiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il sito Bellocchio (Lido di Spina, Comune di Comacchio, (FE), Italia) fa parte della piana costiera delle valli di Comacchio: un sistema formato da specchi lagunari e palustri e cordoni litoranei ricoperti da paleodune progressivamente pi\u00f9 recenti verso mare, in massima parte distrutte dagli insediamenti antropici e dagli stabilimenti balneari. L\u2019opera verr\u00e0 costruita nella porzione settentrionale della spiaggia del Bellocchio: un cordone litoraneo sabbioso lungo circa 3 km, interposto tra il mare Adriatico e la laguna del Bellocchio, compreso tra l&#8217;abitato di Lido di Spina a nord e la Foce del Fiume Reno, a sud. Questo tratto di litorale ricade all\u2019interno del Parco del Delta del Po dell\u2019Emilia- Romagna (EUAP0181) ed anche all\u2019interno di aree naturali protette, di interesse comunitario o conservazionistico: SIC- ZPS \u201cVene di Bellocchio, Sacca di Bellocchio, Foce del Fiume Reno, Pineta di Bellocchio\u201d (IT4060003), Riserva Naturale Statale (RNS) \u201cRiserva Naturale Sacca di Bellocchio II\u201d (EUAPP0072) e Important Bird Area (IBA) \u201cValli di Comacchio e Bonifica del Mezzano\u201d .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La spiaggia del Bellocchio era caratterizzata da una morfologia dunale molto ben sviluppata fino a 20 anni fa che oggi risulta in gran parte smantellata a seguito di fenomeni erosivi legati alla riduzione della portata solida del fiume Reno, gi\u00e0 evidente nella prima met\u00e0 del XX secolo, associati alla deriva litoranea del trasporto solido verso nord che ha determinato il progressivo smantellamento della foce e il forte arretramento delle spiagge limitrofe. Il perdurare di tali fenomeni ai quali si aggiungono gli eventi di ingressione marina, comporter\u00e0 lo smantellamento completo del cordone sabbioso intertidale, la perdita completa dell\u2019habitat lagunare esistente e protetto ed infine l\u2019esposizione al rischio costiero delle retrostanti zone antropizzate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Obiettivi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nello specifico l\u2019intervento in oggetto si configura nel ripristino a scala ridotta (l\u2019opera avr\u00e0 una lunghezza di 100 m) della morfologia dunale preesistente e che oggi risulta in gran parte smantellata a seguito degli intensi fenomeni erosivi. L\u2019opera si adatter\u00e0 alla naturale morfologia dell\u2019arenile e svolger\u00e0 una funzione di limitazione dell\u2019ingressione marina nella zona a tergo, e protegger\u00e0 dall\u2019erosione una delle dune naturali vegetate ancora esistenti nella parte settentrionale della spiaggia del Bellocchio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento \u00e8 compreso nell\u2019ambito di una serie di progetti sperimentali previsti dal Progetto Europeo OPERANDUM (dettagli al punto 6).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Misure di adattamento applicate al caso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Costruzione e rafforzamento delle dune (Mogu\u0107nosti prilagodbe \/Dune construction and strengthening)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Soluzioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La spiaggia del Bellocchio \u00e8 stata identificata come area di intervento analizzando i seguenti aspetti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>l\u2019assetto geografico&nbsp;<\/li><li>&nbsp;l&#8217;assetto morfologico e ambientale della spiaggia&nbsp;<\/li><li>&nbsp;lo stato erosivo del litorale&nbsp;<\/li><li>&nbsp;il regime climatico e meteomarino&nbsp;<\/li><li>&nbsp;il regime idrodinamico costiero&nbsp;<\/li><li>&nbsp;le strategie di gestione e pianificazione della difesa costiera&nbsp;<\/li><li>&nbsp;i vincoli ambientali e normativi&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>E\u2019 stata scelta una delle poche spiagge naturali ancora esistenti sulla costa emiliano-romagnola che, nonostante gli intensi fenomeni erosivi ai quali \u00e8 soggetta da decenni, non \u00e8 difesa da opere: la spiaggia Bellocchio. La tipologia di opera stessa, basata sull\u2019impiego di tecniche costruttive naturalistiche, si presta ad essere sperimentata nel contesto naturale del Parco del Bellocchio dove opere tradizionali sarebbero troppo impattanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come NBS \u00e8 stata scelta una duna artificiale in sabbia consolidata con una struttura completamente naturale e biodegradabile realizzata con tecniche di ingegneria naturalistica che dovr\u00e0 adattarsi alla naturale morfologia dell\u2019arenile. La duna avr\u00e0 una lunghezza di circa 100 m e un\u2019altezza di circa 2,5 m s.l.m.; verranno adottati due tipi di soluzioni strutturali:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>la Soluzione 1, di carattere pi\u00f9 marcatamente innovativo costituita da sacchi in fibra di cocco accoppiati, per la parte principale della struttura, ad un sistema di chiusura a cerniera (in fase di brevettazione) che consente l\u2019accoppiamento di pi\u00f9 moduli singoli di sacco e che favorisce le attivit\u00e0 di manutenzione;&nbsp;<\/li><li>la Soluzione 2 di impostazione pi\u00f9 tradizionale prevede l\u2019impiego di una tecnica realizzativa denominata \u201cterre rinforzate\u201d, mantenendo comunque una componente innovativa legata all\u2019impiego di teli in fibra cocco come elemento di rinforzo.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Sia il fronte lato mare che le porzioni terminali dell\u2019opera, saranno rinforzati con una struttura protettiva costituita da fascine di legna, che avr\u00e0 la duplice funzione di difesa dall&#8217;energia delle onde e di trappola per la sabbia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 prevista la sperimentazione di varie configurazioni di ricoprimento della duna. La parte alta della duna verr\u00e0 suddivisa in settori nei quali verranno variati: lo spessore della sabbia, il numero di reti in fibra di cocco e le tecniche di rinverdimento. Riguardo a queste ultime, verranno piantate specie vegetali autoctone sia in modo innovativo, tramite collocazione di manti prevegetati, che tramite il convenzionale inserimento di singoli esemplari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le soluzioni strutturali e di ricoprimento innovative, avendo carattere prettamente sperimentale saranno applicate ad una porzione della duna , privilegiando per la maggior parte dell\u2019opera l\u2019adozione delle soluzioni con un approccio pi\u00f9 tradizionale, seppur arricchite da elementi innovativi, in modo da ridurre il livello di incertezza delle prestazioni finali dell\u2019opera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le scelte dimensionali sono state basate studio delle condizioni meteomarine e dell\u2019assetto morfologico dell&#8217;area. L\u2019altezza e il profilo della duna sono stati studiati sia per garantire adeguata resistenza a fenomeni di inondazione, deflazione eolica e erosione da parte del moto ondoso, e sia per risultare in linea con quella che pu\u00f2 essere una morfologia naturale. L\u2019area di impronta della nuova duna \u00e8 tale da minimizzare l\u2019interferenza con la vegetazione attualmente presente. Data la morfologia della zona la duna verr\u00e0 posizionata il pi\u00f9 lontano possibile dalla linea di battigia, in modo da minimizzare eventuali interferenze con l\u2019ambiente marino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si prevede di realizzare l\u2019intervento al di fuori del periodo primaverile-estivo al fine di non interferire con le attivit\u00e0 balneari e non disturbare le popolazioni faunistiche (in particolare avifauna) in periodo riproduttivo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leader dell&#8217;iniziativa e partner chiave<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il sito pilota del Bellocchio, rientra nell\u2019ambito di una serie di progetti sperimentali previsti dal Progetto OPERANDUM (OPEn-air laboRAtories for Nature baseD solUtions to Manage environmental risks).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>OPERANDUM \u00e8 un progetto di ricerca europeo H2020 guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Bologna che coinvolge 26 partner internazionali. I partner italiani sono: la Struttura IdroMeteoClima dell\u2019Agenzia Regionale per la Prevenzione, l\u2019Ambiente e l\u2019Energia dell\u2019Emilia-Romagna (Arpae &#8211; SIMC), RINA Consulting, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziale (CIRA) ed il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli obiettivi principali di OPERANDUM \u00e8 compresa la sperimentazione di soluzioni progettuali naturali in grado di attenuare eventi naturali quali inondazioni, frane, erosioni costiere e siccit\u00e0. Gli interventi verranno sviluppati in 10 laboratori all&#8217;aperto (Open-Air-Lab) e l\u2019opera prevista al Bellocchio rappresenta una delle soluzioni di mitigazione basate sulla natura (Nature Based Solution NBS) che verranno implementate nel Open- Air-Lab Italiano, di cui UNIBO \u00e8 leader.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Compito di Arpae SIMC \u00e8 coordinare il gruppo di lavoro coinvolto nella alla realizzazione della NBS prevista al Bellocchio e contribuire alle seguenti quattro macroattivit\u00e0: la progettazione, le istanze autorizzative, l&#8217;implementazione e il monitoraggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>l gruppo di lavoro \u00e8 formato dai seguenti soggetti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>RINA Consulting &#8211; partner di OPERANDUM &#8211; Responsabile della progettazione ed operativo in tutte le macroattivit\u00e0&nbsp;<\/li><li>NATURALEA &#8211; partner di OPERANDUM &#8211; Esperto in NBS e operativo per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione dell\u2019intervento&nbsp;<\/li><li>IRIS SAS &#8211; prestatore di servizi affidatario di Arpae SIMC- Esperto in NBS che supporter\u00e0 la progettazione, l&#8217;implementazione e il monitoraggio dell\u2019opera.&nbsp;<\/li><li>Agenzia regionale per la difesa territoriale e la protezione civile (di seguito ARSTePC)- Ente locale coinvolto tramite un Accordo di collaborazione con Arpa per quanto riguarda la co-progettazione, le procedure autorizzative e preposto alla realizzazione dell\u2019opera.&nbsp;<\/li><li>Carabinieri per la Biodiversit\u00e0 &#8211; Ufficio Territoriale di Punta Marina- Ente gestore del Parco in cui ricade il sito pilota e che contribuir\u00e0 a tutte le macroattivit\u00e0, in particolare a quelle autorizzative.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le autorizzazioni ambientali e i permessi costruttivi, occorrer\u00e0 presentare in sede di Conferenza dei Servizi varie istanze autorizzative ai vari enti proposti. Allo stato attuale, Arpa-SIMC dispone agli atti la nota del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilit\u00e0 Ambientale della Regione Emilia- Romagna (di seguito VIPSA) che definisce l\u2019opera in oggetto di limitata dimensione, esclude potenziali impatti ambientali significativi e negativi, e attesta che l\u2019intervento non necessita di essere sottoposto a verifica di assoggettabilit\u00e0 a VIA .\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Partecipazione degli stakeholder<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai soggetti indicati al punto 6, gli stakeholder fino ad ora coinvolti sono il Servizio difesa del Suolo della Costa e Bonifica della Regione Emilia Romagna e il Parco del Delta del Po Emilia-Romagna. Sono stati inoltre contattati il Comune di Comacchio e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la citt\u00e0 metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattori di successo e limitanti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La conoscenza approfondita del sistema fisico e dei sistemi di gestione e pianificazione del territorio costiero ha permesso di identificare un sito e una tipologia di NBS che oltre ad essere idonei alla sperimentazione prevista dal Progetto di ricerca OPERANDUM, sono di grande interesse per gli Enti locali preposti alla gestione e alla difesa del territorio, costantemente alla ricerca di soluzioni innovative e alternative alle opere tradizionali di difesa costiera, spesso molto impattanti sull\u2019ambiente e non sempre pienamente efficaci. La disponibilit\u00e0 di un ampio set di dati riguardanti l\u2019assetto morfologico, le dinamiche erosive costiere e il clima meteomarino ha agevolato le fasi preliminari di progettazione dell\u2019opera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La progettazione, cos\u00ec come la definizione delle procedure autorizzative e realizzative, ha richiesto un approccio condiviso che ha portato alla formazione di un gruppo di lavoro (vedi punto 6) che ha riunito le competenze necessarie ad affrontare i molteplici passaggi che porteranno all\u2019implementazione dell\u2019opera e a valutarne l&#8217;efficacia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per il raggiungimento degli scopi del progetto di ricerca sono stati affrontati, e si prevede di affrontare anche in futuro, numerosi ostacoli rappresentati dalle lunghe e complicate procedure autorizzative e burocratiche. Un altro aspetto critico riguarda il coinvolgimento degli stakeholder: servirebbero canali di sensibilizzazione pi\u00f9 efficaci. Inoltre gli stakeholder che fino ad ora hanno contribuito attivamente, hanno operato in un contesto di limitata disponibilit\u00e0 di personale, che generalmente \u00e8 gi\u00e0 impegnato in attivit\u00e0 routinarie e spesso urgenti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Costi e benefici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto \u00e8 finanziato da OPERANDUM secondo quanto previsto accordo di sovvenzione 776848. I benefici principali legati a questo tipo di opera di ingegneria naturalistica saranno: un ridotto impatto ambientale rispetto alle opere rigide tradizionali e il ripristino del sistema di dune naturali preesistenti e della loro doppia funzione 1)di fonte naturale di alimentazione sedimentaria della spiaggia, 2) di rilevato in grado di limitare l&#8217;ingressione del mare dell&#8217;habitat lagunare retrostante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dott.ssa Margherita Aguzzi &#8211; Arpae Emilia-Romagna Struttura IdroMeteoClima Bologna (maguzzi@arpae.it).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Coordinatore del Progetto Operandum: Prof.ssa Silvana Di Sabatino &#8211; Universit\u00e0 di Bologna&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Leader del Open Air Lab italiano: Prof.ssa Beatrice Pulvirenti &#8211; Universit\u00e0 di Bologna&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabili del Progetto: Ing. Paola Robello e Ing. Fabrizio Tavoroli &#8211; RINA Consulting<br>Altri collaboratori:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul><li>NATURALEA\u00a0<\/li><li>\u00a0IRIS SAS\u00a0<\/li><li>Agenzia regionale per la difesa territoriale e la protezione civile &#8211; Regione Emilia-Romagna\u00a0<\/li><li>Carabinieri per la Biodiversit\u00e0 &#8211; Ufficio Territoriale di Punta Marina<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Risorse per informazioni maggiormente dettagliate<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parco del Delta del Po dell\u2019Emilia-Romagna http:\/\/www.parcodeltapo.it\/it\/mappa.php<\/p>\n\n\n\n<p>Progetto OPERANDUM <a href=\"https:\/\/www.operandum-project.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.operandum-project.eu\/<\/a>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Area Pilota: Po di Goro \u2013 Spiaggia Bellocchio \u2013 Fiume Panaro documentazione e mappe https:\/\/storymaps.arcgis.com\/stories\/30e3c3143c42408bb081a252bfd9cb1f<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","case_study_category":[79],"case_study_sector":[93,95,737,97],"case_study_climate_impact":[738,182,181],"case_study_keyword":[736,732,701,733,734,735],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - 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